lunedì 28 maggio 2012

485. Un grillo sparlante...

Il mio conterraneo B.G. m'aveva convinto delle sue tesi, anni fa quella volta al Forum, tesi che apparivano nate dalla sua curiosità intelligente e dalla sua giusta diffidenza verso il mondo politico, con tutte le bufale e i furti compiuti per decenni ai danni di noi Italiani.
Quel ricciolone con occhio allupato e affabulazione bisbetica è sempre stato un uomo di spettacolo molto "fegatoso" e il cabaret suo e di tanti altri comici s'è basato anche sul dato che l'Italia ama sentir parlar male della gente in vista, in ogni contesto, con ogni tono e a ogni livello: alla fine chi ha questa "funzione sociale" ha un riscontro notevole di "pubblico", che si parli di manigoldi veri o di gente con meriti oggettivi. Ora che B.G. è sceso in campo promovendo un vero movimento, affermatosi alla grande a queste ultime elezioni amministrative, l'asso nella manica è fatto di senso comune, soluzioni ambientali semplici, sano qualunquismo liberista coniugato a diritti naturali inalienabili e apparente "verginità" dei giovani candidati. Ma porta avanti anche istanze, idee e negazionismi che non condivido. Oltretutto a me risulta evidente che B.G. non sappia distinguere una platea da un gruppo di amici in casa o in trattoria: gli epiteti pesanti e le parolacce, comunque, fanno spesso ridere chi ama anche personaggi come Cucciari e Litizzetto. Lo si chiami pure tabù in parte legato alla scienziata LeviMontalcini ma secondo me in rete o sui media, diversamente dalla vita di tutti i giorni, la parola "pu77ana" non è ancora applicabile a chi si fa pagare o premiare per il proprio talento intellettuale, perché aldilà del significato intrinseco di costume rimane, come poche altre, un'invettiva gravissima e diffamazione condizionante che stigmatizza il destinatario come persona moralmente esecrabile: ed esecrabile e pu77ana la Dottoressa Rita non mi pare proprio.
Fino all'altro giorno non conoscevo Casaleggio&Associati, agenzia web che si occupa di comunicazione, consulente per Italia dei Valori e sponsor e finanziatore dei siti di Grillo e 5stelle, con diritti d'immagine corrisposti a B.G. ricavati da una fatturazione milionaria, probabilmente pagata dagl'inserzionisti: io ricordo, forse sbagliando, che ai tempi il comico polemista aveva spiegato che per gestire un blog, un sito o un forum e averci un sèguito cospicuo, bastano 2 lire, e perdipiù dalla rete stessa ottieni informazioni a non finire per sapere la verità praticamente su tutto, smascherando chiunque. Pensare che m'ero fatto l'idea che in certi contesti fosse etico fare a meno di pubblicità! 
fonti:  espresso.repubblica.it  http://www.ogginotizie.it/ http://www.wikipedia.org/


giovedì 24 maggio 2012

484. turbamento

fame di spezie aromi e giaggioli mi guasta il gusto, e mi svia la voglia d'altro la sete di succhi e scorze, e tu sei ancora nei miei capelli ìspidi che non s'annòdano

lunedì 21 maggio 2012

483. Ricetta persiana al cinema.

"Pollo con le prugne", film vero e proprio da una storia di Marjane Satrapi, autrice-artista dei fumetti e dei cartoni animati "Persepolis".
Tratto da un romanzo fiabesco a disegni, vi si racconta una storia d'amore tra un giovanissimo violinista e la figlia di un antiquario, troncata dall'autoritarismo genitoriale e ambientata nell'Iran della prima metà del 20° secolo. Col solo neo della banalità del filone narrativo, il film è una meraviglia visiva, tra costumi perfetti di grande effetto anche se non esotici, suggestioni magiche e imprevisti da brivido, recitazione sorprendente e paesaggi irreali, ricostruzioni neorealiste e tanti flashback. Interamente girato in studio in Germania, vi si riconosce lo stile della Satrapi indipendentemente dal fatto che vi appaia di suo qualche illustrazione e una pagina animata: vi troviamo oltretutto tutti attori valenti tra cui gli unici famosi in Italia sono Maria de Medeiros, la Mastroianni e la Rossellini, come pure il protagonista Mathieu Amalric, già regista e protagonista di Tournée, film originalissimo sul burlesque. C'è pure una giovane attrice iraniana, già vista, bellissima sosia di Ambra Angiolini. Ma la storia d'amore si trasforma e si sviluppa tra il protagonista e il proprio violino, che nel romanzo originale era una sorta di sitar, per approdare al desiderio di autodistruzione, a tratti buffo, da parte del musicista stesso interpretato da Amalric, che arriverà a rifiutare anche l'adorato pollo con le prugne. E' stato detto che libro e film sono metafora, per me non così evidente, della disperazione degli iraniani progressisti di fronte alla deriva khomeinista della loro nazione.
E' da vedere assolutamente.

domenica 20 maggio 2012

482. sempre mai

sempre spìrito e fìsico in bìlico senz'ansia, occhio e tutti i sensi tesi a te sempre, mai con te mi sento vuoto triste e solo, mai...

venerdì 18 maggio 2012

481. Salti musicali

In questo periodo con le orecchie insolitamente affollate di musica faccio continui collegamenti mentali da una canzone all'altra e da un cantante all'altro. E in tutto mi ci entra pure il cinema: poco tempo fa avevo visto appunto il film "romano" di Allen con Penèlope Cruz che recita con la propria voce in italiano e questo pomeriggio ho conosciuto in un negozio una signora romena che aveva in mano il dvd de "Il Concerto", film stupendo del suo compatriota Mihaileanu con musiche per me da brivido, venendo a sapere che mi son purtroppo perso, a Milano, il suo ultimo film, "La Sorgente dell'Amore". Una volta a casa mi son venuti in mente i cantanti Vinicio Capossela e Tonino Carotone che trovo abbiano tutti e 2 una parlata affine a quella di questa signora, nonostante le 3 provenienze disparate ma pur sempre neolatine, e così, scartabellando su Youtube alla ricerca di Carotone ho trovato la sua versione d'un vecchio motivo che mi piaceva molto di Celentano: ho riconosciuto subito la voce di Penèlope nella "parte" un tempo di Claudia Mori!! La melodia è da sempre tortuosa e "gialla" per la "Storia d'Amore" ansiògena espressa nel '69 con parole intriganti: dopo 40 anni è stata riincisa per il film "Gli abbracci spezzati" di Almodòvar del 2009 con la Cruz, e vestita con un nuovo arrangiamento non invasivo: molto molto bella e emozionante. Un'altra sorpresa venuta fuori da affinità telematiche è stato anche l'arrangiamento tra l'andino e il reggae di "Bella Ciao" ricantata da Manu Chao in spagnolo!


mercoledì 16 maggio 2012

480. alle cinque

ti penso alle cinque con un tempo da deserto, sole a picco e vento triestino m'asciùgano i nervi, le tante voglie in aumento mi torméntano il contegno....

479. DeAndré e Azis

M'hanno di nuovo emozionato musiche belle, ma molto diverse tra loro.
2 nuove versioni del pezzo, già bellissimo e insolitamente rock del "Faber", m'hanno decisamente tirato dentro. Il motivo è Quellochenonhò, che ho gustato assolutamente "riformattato" dei Litfiba, ricostituente come un'intera serata in discoteca, già su Youtube, dopodiché mi ci son fatto cullare dal folk mediterraneo di Vinicio Capossela col tintinnìo del mandolino greco, il buzùki, già caro a DeAndré. E dopo aver riascoltato l'originale di Fabrizio e la replica molto filologica di Cristiano ci son tornato sopra e me ne sono ubriacato. Variazioni intrigantissime d'un testo e d'una melodia già magnifici, che difficilmente saranno dimenticati, anche grazie a quell'impegno politico, a Dori Ghezzi e alla trasmissione di Fazio e Saviano! Poi mi son buttato nella leggerezza popolare ma per me emozionante della chalga-manele, musica balcanica con influssi greco-turchi, arabo-ebraici e slavo-gitani. Ed è vitale e mutante come la canzone napoletana. Personalmente trovo quella romena più pop e da balera, e quella bulgara più affascinante e folk. E ora la Bulgaria s'è persa il suo interprete di chalga più famoso e discusso, oltre che valente e scandaloso: Azis Boyanov, 33enne di etnia rom dai gorgheggi arabeggianti degni di Ofra Haza e dai travestimenti eccessivi, oggi non più trasgressivi di quelli di Lou Reed negli anni '70. Ma non è morto, da mesi è espatriato col marito, sposato in Germania, perché letteralmente perseguitato dalla censura per la sua indiscretissima omo5e55ualità, nonostante la grande popolarità sua e la bellezza dei suoi arrangiamenti. E forse da adesso la chalga, per la stupidità bigotta di qualche "caporale", subirà un decadente declino pop.   

lunedì 14 maggio 2012

478. Chiaroscuri cittadini

E' mattina presto, e mi trovo in zona Garibaldi ai piedi del paravento di megaobelischi nuovi di pacca: un'oscurità artificiale e triste squarciata qua e là dal sole intenso. E, dopo essermi infilato nel buio del metrò, alla fine si sbuca in superficie per il breve viaggio rasserenante lungo la tratta, oggi assolata, che s'inoltra nella campagna verso Assago in direzione di Pavia: è senz'altro una bella sensazione emergere nel beltempo ma pure qui le costruzioni negli ultimi 10 anni sono cresciute come funghi velenosi scintillanti, magari affascinanti ma per nulla divertenti e tènere come le case dei Puffi. Ecco, nonostante campi e prati rendano ancora il percorso piacevole, l'agricoltura è in evidente calo, ma l'aspetto un po' selvaggio e romantico di certi angoli e scorci a me personalmente attizza la fantasia, ma di Puffi neanche l'ombra.  

domenica 13 maggio 2012

477. il Duomo s'accende

oggi in città aria fredda che varia la voglia di stare in giro, ma il Duomo m'acceca col sole che lo investe, e non varia la voglia d'averti a letto ché domani arriva presto!

sabato 12 maggio 2012

476. Barack Obama e i gay da sposare.

L'altro giorno la presa di posizione pubblica e personale di Barack Obama a favore del diritto dei gay di sposarsi appare un tirassegno tempestivissimo contro il ripudio frescofresco dei matrimoni omo5e55uali da parte della Costituzione del NorthCarolina: forse è pure il suo tentativo di stigmatizzare un esempio negativo che potrebbe riverberare in una serie di emulazioni liberticide anche più ampie nelle Costituzioni dei singoli Stati.
In qualche territorio degli U.S.A., veramente, il matrimonio gay già esiste in diverse forme ma nella tribù Suquamish, comunità di circa 1030 persone, la tradizione "inclusiva e non segregativa" aveva portato il Consiglio di 7 membri a votare all'unanimità la rettifica di una già esistente norma costituzionale tribale in materia di matrimoni: ecco 2 persone e non più un maschio e una femmina. E pensare che ci sono paesi come la Finlandia dove oggi predomina talmente la mentalità laica e libertaria che la maggior parte della gente non ci mette nè 2 nè 3 a dissociarsi da chiunque metta in dubbio, per una tradizione dottrinale invece segregativa, l'equiparazione globale dei diritti civili: nelle 2 ore di un dibattito-tivù sui diritti gay dove religiosi luterani espressero contrarietà a tutte le richieste, dai PACS alle adozioni, ci fu reazione da subito da parte degli spettatori, e fino al giorno dopo: in tutto circa 1500 "sbattezzi" via web soprattutto di donne ultratrentenni, contro i soliti 150 al giorno per lo più di diciottenni! Ma in un paese come l'Italia circa un anno fa c'erano state dichiarazioni di politici, famosi soprattutto per le loro teste di ca220, contro la legge antiomofobia: ne parlavano come di una proposta anticostituzionale! 
Considerando il conseguente coagulo intorno a sè di una porzione ben più ampia dell'elettorato gay non sono sicuro però che questa di Obama sia davvero prova di coraggiosa integrità intellettuale, pur con la valenza laica ed egualitaria che lui attribuisce a quel diritto, non contrapposta al rigore delle varie religioni: qui Biden ci cova...! Gli anni della sua equidistanza pusillànime da quel tipo di problematiche mi portano piuttosto a pensare che ora i suoi scrupoli civili si siano coniugati con la necessità di dare un'impronta di svolta all'imminente campagna elettorale con una scelta netta di campo: quello laico!

nota: Joe Biden è il consigliere e vice di Barack Obama

venerdì 11 maggio 2012

475. "The Others" al cine

Alejandro Amenàbar, cileno cresciuto a Madrid, si misura da regista nel 2001 con la direzione di un film internazionale classificato come "giallo da brividi".
Intorno alla fine della 2^ guerra mondiale una famiglia britannica con regole di vita molto rigorose è in attesa del ritorno dal fronte di un soldato: la giovane moglie eterea e bellissima con evidenti problemi d'ansia, e i loro bimbi Nicholas e Anne, affetti da fotosensibilità ulcerosa, stanno asserragliati e oscurati, con un gruppo di persone di servizio piuttosto strane e ombrose, in una vecchia villa opprimente a Jersey, nel Canale della Manica. Presto i personaggi, di pari passo con lo spettatore, si convincono che la casa è infestata da "altre" presenze, a causa di rumori estranei, strani specchi e suppellèttili sparite o spostate. Questo è l'ultimo film dove Nicole Kidman m'è apparsa bella, brava e al naturale. L'atmosfera rarefatta ma non artificiosa, e la semioscurità rassicurante ma intrigante risucchiano l'attenzione dentro al mistero e all'angoscia che alla fine inaspettatamente non convergono nell'orrore e nel terrore paventati dallo sviluppo stesso del racconto. Film bellissimo, oltre che per la misura degli interpreti, per la vera arte usata nel narrare fino all'imprevedibile con inquadrature, luci e fiato sospeso. Da vedere e da cercare assolutamente, senza paura!!!

martedì 8 maggio 2012

474. strega

la strega che mi sòffoca stanotte è la paura di non piacerti più, ma il tuo desiderio che poi leggo sul telèfono mi toglie l’apnèa, come un’irruzione felice nell’aria ri-fresca

473. Una puntatona dell'Infedele!!

Uno spettacolo come in una radura in mezzo al bosco, stavolta il dibattito è sui risultati elettorali e il padrone di casa "Pollicino" Lerner ci arriva seguendo il proprio sentiero seminato di briciole musicali e scoperte. Io sono dal Gad con un amico solo e ritrovo 2 compagni di "pubblico" della volta scorsa. Subito in video la festa di Hollande che ha vinto in Francia, al suono di una fisarmonica parigina che diffonde "Bella Ciao", ed è per me una bella botta emotiva da gestire in mezzo al pubblico: di sèguito lo stesso motivo è suonato dal duo formato da Fausto Amodei torinese e Gualtiero Bertelli veneziano. Intanto 2 personaggi femminili in studio rapiscono la mia attenzione col loro fascino non banale: Sabina Ciuffini che fin da adolescente ricordo come valletta in tivù, e Ida Dominijanni direttrice del Manifesto, mio quotidiano prediletto. La prima, nata nel 1950, che appare almeno di 15 anni più giovane, è presente qui come nipote-testimone di Guglielmo Giannini dell'UomoQualunque del '44, antenato concettuale di Beppe Grillo rivelazione molto discussa di queste elezioni amministrative: viene fuori il comune gusto della satira e i vezzi linguistici condivisi. La seconda, nata nel 1954, irradia onde colte, ma non snob, analoghe a quelle di Anna Finocchiaro e Concita DeGregorio: ma ho scoperto la sua immagine di recente, proprio seguendola in vari dibattiti televisivi e apprezzandone i giudizi rigorosi che anche stavolta non risparmia.
Da Parigi c'è a nostra disposizione la pazienza e l'esperienza a tutto campo di Ilvo Diamanti, che analizza la vittoria del socialista Hollande rispetto al voto italiano ancora in divenire, e da Roma l'aria mediterranea dell'esperto greco Dimitris Deliolanis che parla del suo paese rivelando che, nonostante gli estremismi in stracréscita, quel popolo non vuole uscire dall'Euro. Ma i Greci, con questo voto appena invalidato, come rivoteranno con la stessa legge elettorale? Ecco da Verona Tosi che s'incensa e persino qualche grillino che accetta di dire la sua da Genova e Palermo!! Ospite pure l'autore e comunicatore di sinistra Carlo Freccero, un po' mellifluo ma apprezzabile, sospeso un mesetto fa dalla Rai per aver criticato in una telefonata privata l'Azienda, la direttrice generale Lorenza Lei, la Chiesa e la pedofilia: l'ho ascoltato giudicare equanimemente Berlusconi, con cui collaborò nel secolo scorso per LaCinq, il suo conterraneo Grillo, e pure la Lega e il suo sèguito.
Si è fatto ascoltare pure Stracquadanio del PdL considerato da Lerner analista spregiudicato del centrodestra in travaglio, ma non riesco a dire lo stesso del colonnello leghista Andrea Gibelli vicepresidente della Lombardia, molto arrogante e vittimista. Be' però devo dire che il condimento della canzone popolare ha riscattato i pochi momenti di pedanteria ristagnante da parte di qualche ospite fastidioso!!

sabato 5 maggio 2012

472. "To Rome with Love" al cine.

Woody Allen a Roma: la nostra capitale direi per un mesetto fa da teatro a storie con trovate originalissime che avrebbero potuto sviluppare tanti film diversi, ma insieme fanno pensare a uno spettacolo-tivù del sabato sera fatto di tanti sketch. Il punto di forza sono le battute fulminanti, le frustrazioni patologiche e taluni atteggiamenti irreali mentre difetti veri sono qualche personaggio fuori contesto e il doppiaggio italiano zoppicante: però Gullotta, nuova voce di Allen, è perfetto! A me sono risultate irritanti le troppe situazioni da barzelletta probabilmente ispirate agli sceneggiatori e al regista dall'atmosfera del ventennio berlusconiano, con troppe escort, troppi angeli custodi e troppi colpi di scena. Woody Allen, Judy Davis, Penèlope Cruz, Alec Baldwin, Roberto Benigni e Antonio Albanese sono stati perfetti. Ma poi sarebbe divertente fare una "caccia alla comparsa" cercando il volto di italiani famosi come Gianmarco Tognazzi, Ornella Muti, Lina Sastri, Giuliano Gemma, MariaRosaria Omaggio ma pure di una come Carol Alt, tutti in brevissime parti. Da vedere ma non irrinunciabile.

venerdì 4 maggio 2012

471. uggia

veleggio oggi in un'uggia atmosférica e svenévole, da aliante fuori luogo non tradito ma ferito e fuori oriente, dopo 2 giorni in schermaglia d'affetto e sazio d'amore e brìvidi... 

giovedì 3 maggio 2012

470. Dove son finiti 'sti 2??

Stesso giorno: Giulio Andreotti in ambulanza all'ospedale e Beppe Grillo in camper al Tribunale. Il primo, cinicamente spiritoso, si trova in un rischio nel quale molti gli tìfano contro, dopo un'intera vita politica equivoca e spesso loscamente diplomatica. Il secondo, spiritoso per vocazione, è in un rischio nel quale tìfano per lui in molti per una lunga vita artistica politicamente scorretta e una breve vita politica di denuncia equa e solidale!!

martedì 1 maggio 2012

469. A cavallo di maggio da Lerner.

Questo scorso lunedì, Giornata Mondiale del Jazz appena proclamata dall'Unesco per il 30 aprile d'ogni anno a venire, ho partecipato a un'altra puntata dell'Infedele su La7 dove l'ospite musicale era il bravissimo duo jazz Fresu-Dibonaventura: tutte le esibizioni con ottoni, bandoneòn e piccole percussioni mi son piaciute, prima tra tutte la versione emozionante dell'Inno dei Lavoratori. A programma inoltrato una loro improvvisazione ha accompagnato Lella Costa, che apprezzo molto, in un monologo sul femminicidio, piaga sociale internazionale recentissimamente riconosciuta. E' stata una puntata sulla rappresentazione sindacale in crisi e sui lavoratori licenziati e in lotta, con un ex-banchiere e un mobiliarista a confronto con diversi volti della sinistra tra cui anche una sottosegretaria di questo governo Monti. Un polo d'attenzione è stata la testimonianza di un "famoso" dipendente della Lega, autista e guardia del corpo di Renzo Bossi, licenziato di recente dopo un anno di "mobbing bianco". Ho individuato uno degli invitati di Lerner come mio compagno alle elementari in ChinaTown e avvicinarlo all'uscita è stato stimolante, dopo che oltretutto, settimane fa, avevo potuto salutare inaspettatamente sempre negli stessi Studi la mia professoressa di Russo, slavista e "russologa" insigne. Ma questo primo maggio è stato un giorno di protesta e di disagio, in tutte le piazze e le regioni d'Italia, con un concerto penoso e pretenzioso a Roma.

lunedì 30 aprile 2012

468. ciucco di pensieri

solitudine sensoriale è quel che sento oggi, voglio toccare e sentire il tocco, e i miei sensi s'inciùccano di fantasie, di nostre corse insieme davanti ai miei occhi, che mi càlmano i nervi scoperti e aperti, in una città pu77ana.

467. Stare meglio a Milano.

Tutti gli orizzonti di Milano sono cambiati in modo bestiale in un anno, e ovunque si vada o ci si giri c'è un trauma che aspetta al varco, straniamento forzato o sorpresa che sia. Si prenda per esempio da via Filzi a via Cenisio, passando per le ex-Varesine, via Gioia e tutta la zona ferroviaria e abitativa di via Farini: tra i cantieri dell'edilizia per Expò e per la linea metropolitana numero 5 e i percorsi stravolti da edifici altissimi sorti in mezzo agli ampi spazi aperti di verde pubblico e di viabilità pubblica, privata e pedonale, può girare davvero la testa! Oggi che piove lo sconforto è facile davvero: a certe forme già ci si abitua, ma per il resto è facile pure sentirsi estranei alla propria città nell'insieme. Invece, pur con tanti cambiamenti, sento sempre più mio il Quartiere Cinese, diventato un rifugio, con locali di ritrovo saltati fuori come funghi dove frequentare tanta gente nuova e rincontrarne tanta di vecchia pezza, e con tanti palazzi che si scartano luminosi dopo rinnovi e restauri. Il momento critico s'ammorbidisce in un rione il cui cuore pedonale fa sentire privilegiati, secondo me, noi abitanti.

martedì 24 aprile 2012

466. nostalgìe

se son stanco delle nùvole e la città mi sorride stiracchiata, penso a te che senza saperlo mi consoli anche solo con la voce, la tua tenerezza fa comunque capolino quando ne ho nostalgìa...

465. Crudelia DeMon in Rete.

Nel web c’è da distinguere tra varii sottoboschi: onestamente ritengo fruibile il genere porno in videofilmati, in linee-chat e altro, ma con discriminanti serie come la maggiore età di utenti e attori e il se55o incruento, e poi con l’esclusione, per gusto personale, del feticismo, delle porcherie pesanti e delle pratiche sadomasochiste anche per finta. E se si parla di perversioni non sono per nulla aggiornato, a giudicare da come m’ha allucinato la notizia fresca della quarantenne di Rho condannata a 4 mesi di reclusione con condizionale e ammenda, per aver immesso in rete filmati che la ritraevano: la perversione non era né privata nè innocua anche perché si mostrava nuda intanto che uccideva coi propri tacchi a spillo topi, pulcini, conigli e insetti arrivando a filmarli agonizzanti. L’imputazione è stata possibile grazie alle indagini della polizia postale, interessata dalla Lega Antivivisezione sulla scorta del fatto che l’uccisione di animali in Italia è reato punibile col carcere dal 2010. La signora però deve avere qualche problema psicologico se si considera la partecipazione dei 3 figli minorenni alle “attività artistiche” della madre, la dose spropositata di esibizionismo e narcisismo necessaria a una simile autoesposizione e il sadismo o l’insensibilità intrinsechi a una tale impresa. Io conosco qualcuno che arriverebbe a desiderare di punirla con la stessa sofferenza da lei inflitta, ma spassionatamente ritengo che al posto della “condizionale” avrebbe dovuto esserle imposta una cura psichiatrica!
Fonti: www.tim.itwww.unita.it – notizie.virgilio.it -

sabato 21 aprile 2012

464. La grande Tina!!!

Ricordo la mia passione fin da bimbo per la musica che s'ascoltava in casa a cavallo tra gli anni '50 e'60, quella italiana del Trio Lescano, di Buscaglione, Milly, Mina, Celentano e Ornella Vanoni e quella straniera di Joséphine Baker, Marlene Dietrich, Judy Garland, Ella Fitzgerald,Louis Armstrong, Edith Piaf, Juliette Gréco e The Platters. Scelte successive più mie ma precedenti agli anni '70 furono Myriam Makeba, Sylvie Vartan, Leali, Patty Pravo, Rita Pavone, Morandi, Beatles, Stones, Gaber, Lauzi, Battisti e DeAndré. Solo al ginnasio scoprii invece il mio idolo definitivo, in prima versione: Ike and Tina Turner! M'era capitato per le mani un 33giri che fu per me, tra il '70 e il '71, il primo ascolto di Proud Mary che allora non sapevo fosse una versione di una canzone country già resa famosa dai Creedence. Ora grazie al web ne conosco anche un'epica versione-tivù molto tonica e pittoresca eseguita alla Rai nel '71 da Battisti e Pappalardo con l'armonica di Edoardo Bennato e il coro di Mia Martini e sua sorella Loredana Bertè, che entrambi sono state poi una mia grande passione! Comunque la voce di Tina Turner, unita a quella del marito, m'infatuò da subito, e ormai è per sempre, tanto che imparai a memoria diverse loro canzoni: ma presto arrivò un disco di lei quasi solista che rockeggiava a suo modo tanti successi country statunitensi, che per me fu una conferma di quanto mi piacesse l'arte di quella donna! Quando successivamente uscì l'ellepì con Nutbush City Limits mi resi conto di tutto il suo valore musicale, perché l'aveva scritto lei, parlando del suo paesello natale nel Tennessee: il pezzo ha tutt'ora per me una sonorità inconfondibile, con tutta la potenza e il divertimento del blues-rock. Ma anche River deep, mountain high era stata una dimostrazione eccellente della tempra della sua voce maschia, espressiva, sensuale e spontanea, scelta come solista da quel mago della produzione musicale che era Phil Spector, che a priori escluse Ike.La canzone aveva in assoluto un impianto di grande impatto, tanto che anche la versione italiana della Zanicchi, pur così diversa, non m'era parsa così male. Comunque negli stessi anni in cui la giovanissima Tina, ancora AnnaMae Bullock, esordiva nei locali R&B con Ike, il complesso dei Kingsof Rhythm e le coriste Ikettes senza ancora incidere dischi, io già conoscevo invece DianaRoss e le sue Supremes: mi piacevano tanto le loro voci e trovavo divertenti e insoliti iloro 45 e 33giri per i vocalizzi, i coretti e i controcanti, pur senza averle mai viste. Ma il divertimento fu molto più coinvolgente e violento quando anni e anni dopo per la prima volta vidi Tina Turner e le sue Ikettes ballare e cantare scatenate: nella loro esagerazione e foga non avevano paura d'essere ridicole e questo per me era a loro favore, e intanto dal rhythm'n'blues si era passati al più sguaiato ma più comunicativo blues-rock!! I Turner erano una coppia apprezzatissima, con una carriera in verticale dove ormai la vera star era Tina, purtroppo anche vittima di Ike, da cui riuscì alla fine a divorziare grazie alla forza che le diede, come lei racconta, la pratica buddista. In cambio della libertà dalla sofferenza e dalla sopraffazione familiare e professionale, rinunciando ad alimenti, denunce ediritti musicali, pretese solo di continuare ad usare il nome che lui le aveva inventato ancor prima di sposarla, ma che la sua personalità aveva fatto grande: Tina Turner. In poco tempo, esibendosi dal vivo in locali e teatri e grazie a grandi colleghi che la stimavano, AnnaMae risalì in superficie con una grande carriera tutta sua, con successi mondiali, premi e dischi d'oro e di platino, una parte da antagonista in un film di fantascienza, un libro scritto anche da lei sulla sua vita e la sua carriera, da cui fu tratto un film memorabile. Non smetterà mai di piacermi, dopo aver assistito a 2 suoi concerti e apprezzato più volte un video in rete dove nel 2008 canta Proud Mary assieme a Cher e Oprah Winfrey. Oltre alle sue canzoni più famose prodotte dopo la sua separazione da Ike, due chicche che ho sempre in mente sono Steamy windows e Addicted to love, senz'altro da ricercare!

giovedì 19 aprile 2012

463. trasporto

m'intenerisce il tuo dis-umore dichiarato al telèfono, così penso al tuo sorriso che si trasforma in broncio, al nostro sesso dentro a un abbraccio caldo, stretto e saldo...

martedì 17 aprile 2012

462. " Infedele" alle prese col guano della politica!

A causa d’un lungo periodo di notti quasi insonni sono arrivato di nuovo stanchissimo tra il pubblico dell’Infedele di Gad Lerner, accompagnato dal Flavio. Un assortimento notevole d’immagini  di personaggi della Lega connotava la scenografia in studio, ma a quest’ultima scandalosa vicenda giudiziaria, stavolta con la famiglia Bossi al centro, si è solo accennato: c’erano però i cori padani de ”I giorni Cantati” di Piàdena e le voci a contrasto di 2 cantastorie del  “Nuovo Canzoniere Italiano” per restare in Padania e seguire in questo frangente il sentiero del canto popolare imboccato da Lerner il mese scorso con Giovanna Marini. Sul tavolo la prospettiva di questo Paese governato dai Tecnici, Borse e spread con tutti i condizionamenti rovesciati su lavoratori, imprenditori e sindacalisti: le atroci casistiche dei “suicidi bianchi” col contributo di filosofi, giornalisti, economisti e di chi si racconta e anche il confronto con Grecia e Spagna. In tutta quest’atmosfera, a meno di un’ora dalla fine della trasmissione, ecco messa in scena “L’arroganza del Tafano”: più tafano Gad Lerner o il capo lombardo Formigoni? I dubbi di lungo corso con le accuse, appena materializzate, sul ciellino più famoso della politica, non riescono a polverizzarsi nella sua autodifesa fiera ma indisponente con un Lerner davvero all’attacco, come con la Santanché qualche mese fa. La convinzione del presidente lombardo d’esser stato davvero scelto per 4 volte di sèguito dagli elettori  non convince me ed altri, come convince poco la virtù di questa regione Lombardia di cui in tanti ci troviamo “cittadini” assieme a Lerner, che giustamente continua a ronzare, quando serve, nell’afa di questa politica di m3rda.

lunedì 16 aprile 2012

461. Alla faccia della Strategia della Tensione!

Era il 12 dicembre 1969, avevo 13 anni compiuti e quel giorno le lezioni furono sospese alla notizia della strage di piazza Fontana a Milano, conseguenza di un attentato articolato su 5 fronti dalle 16.30 alle 17.30 circa: il disastro fu della bomba che scoppiò nella sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura uccidendo 17 persone e ferendone 88. Ma sempre a Milano quel giorno nella sede della Comit ne fu trovata un'altra inesplosa, poi fatta brillare dagli artificieri, mandando in fumo così elementi probatori relativi all'origine e preparazione dell'ordigno. Quello stesso giorno a Roma altre 3 bombe esplosero facendo 17 feriti in totale: una in un passaggio sotterraneo tra 2 sedi della Banca Nazionale del Lavoro, una davanti all'Altare della Patria e un'altra in piazza Venezia.
S'indagarono 80 persone, soprattutto anarchici: nella memoria collettiva Valpreda e Pinelli. Numerosi gli arresti, che interessarono anche elementi a rischio dell'estrema destra per evitare che inscenassero nei giorni successivi manifestazioni pericolose per l'ordine pubblico.
Il 15 dicembre dopo 3 giorni di interrogatorio, Pinelli, già noto alla polizia per indagini relative ad attentati precedenti poi rivelatisi di matrice neofascista, muore precipitando dal quarto piano della questura milanese a causa di un "malore attivo": ma l'autopsia non fu mai resa pubblica! Il giorno dopo, Valpreda, tirato in ballo da un taxista che si beccò la taglia, è formalmente accusato del destino di tutte le vittime, mentre poi risultò che fu scambiato  per un fascista suo sosia infiltrato tra gli anarchici, tale Sottosanti.
Tutti e 7 i processi susseguitisi in 38 anni assolveranno tutti gli imputati, anarchici e neofascisti, ma alcuni verranno condannati per altri attentati, e altri godranno della prescrizione. Elementi dei servizi segreti vennero in sèguito condannati per depistaggio e fu formulata un'ipotesi di connessione col tentato golpe Borghese.
Carlo Digilio di OrdineNuovo ottenne nel 2000 la prescrizione ma confessò di aver preparato assieme ad altri l’attentato: assolti in Cassazione gli ultimi condannati all'ergastolo Zorzi, Maggi e Rognoni, tutti di OrdineNuovo. Nuove prove dovevano condannare Freda e Ventura.
Fu pubblicata negli anni '90 una lunga confidenza in cui Delfo Zorzi, fin dagli anni '70 imprenditore di successo in Giappone e non estradabile, raccontava di aver piazzato personalmente la bomba nella banca.
Di un'inchiesta parallela condotta dalle Brigate Rosse vennero trovati i documenti dai Carabinieri nel '74 in un loro covo, con altre carte e materiali vari su politica e terrorismo del ventennio '60/'70, ma quasi nulla arrivò ai magistrati della Strage: solo grazie ai verbali dei Carabinieri è poi emerso che secondo le B.R. l'organizzazione materiale risultò degli anarchici con l'obbiettivo di un atto dimostrativo, trasformato però in strage da un errore cronologico innestato su esplosivi e timer forniti da neofascisti eversivi. Una bella nausea!!

A 17 anni mi ritrovai a chiedere notizie dei miei parenti bresciani quando si seppe della Strage di piazza della Loggia, l'attentato terroristico del 28 maggio 1974 in centro a Brescia. Una bomba in un cestino dei rifiuti esplosa durante una manifestazione dei Sindacati e del Comitato Antifascista contro il terrorismo neofascista provocò la morte di 8 persone e il ferimento di 102. Una prima istruttoria portò alla condanna nel '79 di alcuni esponenti dell'estrema destra bresciana di cui uno nell'81 fu strangolato in carcere in attesa d'appello da 2 "camerati". In appello nell'82 furono tutti assolti, con conferma della Cassazione nell'85. Alcuni pentiti portarono all'accusa di altri rappresentanti della Destra Eversiva, anch'essi assolti nel 1987 per insufficienza di prove, riprosciolti pienamente nell'89, con un verdetto di innocenza definitiva dalla Cassazione. I media e altre voci parlarono di servizi segreti deviati e apparati dello Stato coinvolti: circostanze assurde furono la pulizia della piazza a 2 ore dal disastro con idranti e autopompe, ordinata non si sa da chi, che eliminò indizi, esplosivi e reperti escludendo così rilievi sul campo, e la sparizione di tutti i reperti prelevati da cadaveri e feriti che sottrasse all'indagine altri elementi capitali. Però è stata segnalata di recente da una fotografia dell'epoca la presenza in piazza in quel giorno di M.Tramonte, militante di OrdineNuovo e collaboratore del SID.
Nel 2008 furono imputati Delfo Zorzi e Pino Rauti con altri 4: alcuni di loro lavoravano negli apparati statali!
Nell'ottobre 2010, dopo una settimana di ricostruzione delle accuse, i pubblici ministeri formularono l'accusa di concorso in strage per tutti, tranne che per Pino Rauti, per insufficienza di prove, senza escluderne la responsabilità morale e politica. Dopo un mese l'Assise assolse tutti con formula dubitativa, ovvero per insufficienza di prove. Lo scorso 14 aprile in Appello è stata confermata l'assoluzione per tutti, con spese processuali a carico delle parti civili!! Un'altra bella nausea!!


Stavo viaggiando da Milano ad Alassio in treno, dopo una lunga e bellissima vacanza a Palermo, quando si seppe della strage di Bologna: il 2 agosto 1980 alle 10.25, nella sala d'aspetto di 2ª classe della stazione ferroviaria, affollata di turisti in arrivo e partenza, una bomba a orologeria in una valigia esplose contro il muro portante dell'ala ovest causandone il crollo completo, con un'onda d'urto che investì il treno Ancona-Chiasso in sosta, 30 metri di pensilina e il parcheggio dei taxi: 86 morti e più di 200 feriti e mutilati. I soccorsi furono pronti e offerti da chiunque fosse sul posto e comunque 3 simboli rimasero della strage: i bus della linea 37, usati come ambulanze improvvisate per tutte quelle vittime, il famoso squarcio conservato fino a oggi in quel muro e l'orologio, pure conservato là, fermo alle 10.35. Quel giorno tornarono subito in città i sanitari in ferie e nei giorni successivi la popolazione espresse sdegno e proteste in Piazza Maggiore anche criticando i politici e il governo: era stato apprezzato solo l'arrivo del Presidente Pertini in elicottero 5 ore dopo lo scoppio. Ancora in agosto la Procura emise 28 ordini di cattura per militanti di estrema destra dei Nuclei Armati Rivoluzionari, tutti scarcerati l’anno dopo: il più famoso Giusva Fioravanti, attore tra gli anni ’60 e ’70, che aveva esordito da bimbo nei "Caroselli". Solo nell'87 iniziò il primo processo e nell'89 l'appello che meno d'un anno dopo assolve tutti dall'accusa di strage! Nel giro di più di 3 anni viene deciso e iniziato un secondo appello per l'illogicità, l'incoerenza e la non-verosimiglianza della sentenza dichiarate dalle Sezioni Penali Unite: nel '94 la sentenza, che riconferma accuse e sentenza del processo di primo grado, poi riconfermata dalla Cassazione alla fine del '95. Dei veri mandanti non si seppe mai nulla, dopo che oltretutto in vari modi furono creati depistaggi che facessero pensare a uno spontaneismo terroristico internazionale di destra: Fioravanti, Francesca Mambro, e Luigi Ciavardini rivendicanti sempre la propria innocenza, ebbero condanne da 30anni all'ergastolo per "strage",  mentre diversi personaggi, tra cui Licio Gelli, granmaestro della loggia massonica P2, vennero condannati per "depistaggio". 



Mi sono fatto venire tutta questa tripla nausea dopo la notizia frescafresca dell'assoluzione di "chiunque" per la strage di piazza della Loggia, che m'ha portato a documentarmi sulle grandi stragi all'origine della famosa "strategia della Tensione"!! 




venerdì 13 aprile 2012

460. rifugio

la voglia di rincòrrerci-strìngerci-trattarci, per telèfono-attesa-presenza, rifugio virtuale-mentale-reale è il nostro affetto

giovedì 12 aprile 2012

459. Alla deriva Padanisti e DirittiCivili?

I Padanisti han sempre inveito a squarciagola: e da un po', sempre a squarciagola ma con ragione, gloriano se stessi come unica opposizione attuale ed effettiva al Governo Monti, piangendo però il Nord come principale vittima di questa macchinazione straniera, romana e ladrona, mentre dall’hinterland del PD arrivano “disperati echi di protesta" con DiPietro, Vendola, Grillo e Rifondazione.
In Italia il nostro Tricolore è stato dato più volte alle fiamme dai Leghisti, anti-romani ma a lungo alleati del “governo dei ca22i propri”: per me bruciare bandiere o simboli nazionali è grave quanto distruggere libri e oggetti di culto di religioni esistenti! Sono comunque aggressioni violente ma simboliche: nel primo caso le reazioni possono essere anche piuttosto tiepide mentre nel secondo, in genere, sono a catena e pericolose! Ma, da parte della maggioranza degli Italiani, c’è stata solo indignazione sopita.
Però del banchetto radiotelevisivo pubblico, l’orda Padanista di Bossi, Maroni, Pupe, Trote e Carrocci, oltre al tg2 Rai che già aveva sul proprio vassoio, si sarebbe cuccata la torta dei tg regionali con la bella farcitura del Tg Lombardia: una spartizione mediatica con Berlusconi che avrebbe risarcito la Lega degli affronti politici denunciati e subìti da parte del governo tecnico di Monti!!
“Digiàmogelo”: ora i capi padanisti starebbero davvero annegando, come m’ero augurato tempo fa, dentro le loro stesse idee e le loro propagande demenziali con invettive spesso apertamente in malafede, fatte per leccare i piedi al loro elettorato secessionista e corporativo. La falsità del padanismo come ortopedia sociale andava sì smascherata ma con una contrapposizione produttiva che nessun politico è purtroppo stato in grado di attivare: ci han pensato i magistrati, facendo venire a galla le magagne di un po’ tutti i bilanci partitici, partendo proprio dalla Lega!
Non riesco a pensare però che i vertici Nordisti anche sotto torchio possano interrompere le loro invettive volgari e ingiustificate, vero marchio di fabbrica, compreso il reato di vilipendio, tempo fa, al Presidente Napolitano, chiamato anche "teroon", ancora impunito: chissà se andranno davvero "foeura di ball"?!
Il virus dei nostri politici è un’onestà intellettuale macellata barbaramente dal privilegio: quelli continuerebbero a consolidarsi ingrassando come Jabba, il mostro di Guerre Stellari, sottraendo diritti costituzionali, giuridici e giurisprudenziali a noi cittadini comuni che, dentro o fuori dalle “minoranze”, ci ritroviamo così a dover far salti mortali per informarci e non farci fregare dai meccanismi contorti della macchina burocratica: fortuna che esistono persone come Gabriella Friso e associazioni come “CertiDiritti”, “Libertà&Giustizia” e “LesCultures”, che combattono per il patrimonio democratico primario costituito dai diritti civili!!!

lunedì 9 aprile 2012

458. Morta la Mafai......!

Sul mio telefonino ho da anni attivo un servizio di notizie: manco a dirlo stamattina, di Pasquetta, m'ha subito commosso la prima notizia arrivata, quella della morte di Miriam Mafai, grande "vecchia" della sinistra italiana, a me da anni molto simpatica per come si poneva in tivù: giornalista, scrittrice e politica molto pratica, chiara, diretta ma non seriosa e, molto strano per una vera militante del PCI, vera femminista libertaria e laica. Figlia di madre ebrea, da ragazza aveva subìto, con le 2 sorelle minori, le leggi razziali, e a 80 anni ha reso pubblica la propria abituale e frequente raccomandazione alle giovani italiane di "non abbassare la guardia" perché "le conquiste delle donne sono ancora troppo recenti".
Le era stata riconosciuta dal Premio Montanelli 2005 la sua efficace e instancabile promozione della cultura italiana della seconda metà del XX° secolo, mirata soprattutto al mondo femminile: si era sempre espressa su divorzio, aborto, referendum, Stato laico, fecondazione assistita, condizione femminile, gestione politica e diritti dei lavoratori.
Figlia di 2 artisti famosi, cresciuta nell'arte e nella politica assieme alle sorelle, e compagna dagli anni '60 del dirigente comunista Giancarlo Pajetta, fu tra l'altro definita dal fondatore di "Repubblica" Eugenio Scalfari, "una femminista nel partito più maschilista di tutti", per il suo particolare impegno sociale. Verso fine-giornata mi sono ri-commosso ri-sentendone parlare da Radiopopolare. Molti l'avevano bollata come personaggio autorevolissimo, esplicito ma antipatico: ma forse l'antipatia che poteva ispirare derivava dalla sicurezza e dalla convinzione, scambiate per arroganza, con cui esprimeva i propri giudizi!
http://radiosarajevo.blogspot.it/2012/04/cera-una-ragazza.html#links

giovedì 5 aprile 2012

457. al fresco

il tentennìo atmosférico d’un piovìschio mi fa da frigorìfero, e conserva lùcido il mio senso appannato d’un sesso congestionato ma terso come fosse appena accaduto!

456. Che film!!

Sopra la testa c'è un tempo di m3rda, per un milanese non convinto come me, con le relative meteoprevisioni che s'attaccano anche a chi non le vuole, e al di sotto striscia un animo di m3rda in tanti lavoratori avviati allo scoraggio dalle notizie rassicuranti e tranquille di un governo tecnico e inquietante, che pare tirar dritto con la propria opera risanatrice sulla pelle di chiunque. Una specie di Famiglia Addams ci governa, solo che quella originale era sì macabra ma davvero divertente, con le sue guest-star: ma nel nostro "reality-show" all'italiana le guest-star sono invece i politici eletti che si trovano ad appoggiarla per non mollare i propri cadreghini d'oro. Ma il divertimento è solo loro!

giovedì 29 marzo 2012

455. non più triste

rivedo e riguardo il tuo sguardo bonario e serio: mi porta ogni sìngola volta uno strano conforto che fa bollire tutto quel che sta in caldo tra un pasto e l'altro...

mercoledì 28 marzo 2012

454. Lavoro, canzoni e antisemitismo in tivù

Lunedì scorso ero di nuovo spettatore all’Infedele, un'altra volta con Simone, da Gad Lerner: ho potuto constatare definitivamente la mutazione genetica dell’antisemitismo, già sulla scorta di mie considerazioni pregresse. Parlando di ebrei, per quel che so, oltre al padrone di casa, era presente alla puntata un altro giornalista israelita, che scrive sul “Corriere”, Paolo Mieli, attualmente direttore di RcsLibri. Il conduttore dal cognome tedesco è nato a Beirut, ha origini multietniche, e sbocciò politicamente in Lotta Continua, mentre la parentela dell’ospite, nato a Milano ed emancipatosi con Potere Operaio, risulta molto diffusa a Roma ed era portata da un altro personaggio pubblico, pure ebreo, legato però al movimento italiano dei diritti GLBT: Mario Mieli.
Apprezzo molto come opinionisti e giornalisti sia Lerner sia Travaglio anche per la loro comune e calda pacatezza, mentre trovo Mieli pacato come Maroni e sussiegoso come Rutelli e Vendola ma talmente equidistante e equilibrato politicamente che dà l’impressione di temere solo le cadute di stile e le inca22ature.
Questa premessa è per definire la mia percezione empirica di quanto l’antisemitismo sia cambiato, né in meglio né in peggio, intendiamoci. Commenti ascoltati nella platea in cui mi trovavo m’han fatto inca22are portandomi a capire che è grande la paura che fa la casta ebraica intellettuale, perché la si pensa un po’ dappertutto, e la si vede come grande banda di sostenitori della politica dello Stato d’Israele: per un numero sempre crescente di gente comune questa casta di ricchi si comporterebbe come un vero popolo, appoggiando oltretutto i propri “simili” al di là di nefandezze ideologiche, politiche e criminali. Ho sentito in quell’occasione parlare di Mieli come “quell’ebreo schifoso” mentre Lerner pur essendo ebreo avrebbe l’attenuante di “cercare d’essere di sinistra”, d’altra parte nel 2010 gli fu negato il visto d’ingresso in Siria, nonostante facesse parte di un gruppo di ebrei europei contrari alla politica di Netanyahu e sia favorevole al diritto dei musulmani ad avere moschee. Fortuna che il fatto razziale e religioso sta diventando per molti secondario, ma la discriminazione rimane pesantissima: un po’ come nei confronti degli omosessuali, che costituiscono in molti campi un’altra casta molto in vista ma che pochi s’augurerebbero d’avere come parenti o amici.
L’intrattenimento e il dibattito, questa volta incentrati sul Lavoro da riformare, hanno avuto la scansione musicale di Giovanna Marini, seduta tutto il tempo al centro dello studio, con la sua passione di lungo corso per la canzone popolare, sociale e di protesta. Licenziati, esodati e mobilitati assieme a intellettuali di varia estrazione, tutti hanno chiarito e evidenziato il carattere “simbolico” di quest’articolo 18 da modificare: secondo me è venuto fuori che questo decreto, senza il grave prologo dei nuovi meccanismi da poco introdotti per pensioni, imposte, sanità e contratti, sarebbe di rilevanza contenuta e di poca influenza sulla vita del popolo italiano.
E’ stata un’altra trasmissione feconda, chiara e tranquilla, d’informazione vera, gestita e amata da un italiano vero e autentico, amato da molti, da me goduta un'altra volta grazie a Flavio.

martedì 27 marzo 2012

453. Leoni e Politici

Il Leone, girando la foresta, scorse vicino a una fonte una Lepre addormentata. Ma mentre s'avvicinava furtivamente alla piccola preda, col suo gusto dolce già quasi in bocca e la voglia d'afferrarla, s'accorse di un bel Cervo maestoso in lontananza, e lasciò perdere la Lepre. Quando il Leone si preparò ad attaccare la nuova preda, il Cervo s'accorse subito del rischio e si mise in salvo fuggendo via veloce: anche un Lupo, risvegliato dai tramestii delle altre bestie si sottrasse a una brutta fine correndo via a zampe levate. Una volta che rinunciò a un inutile inseguimento del Cervo già lontano, il Leone ritornò alla fonte dov'era la Lepre: ma intanto pure quella s'era salvata scappando lontana. 
La favola latina del  "Leone troppo ingordo" c'invia dalla natura quest'altro insegnamento sicuramente sensato: però nella politica odierna di questo paese, con esche monetarie e clientelari a disposizione di molti  in una rete reale di interessi incrociati cronici, un Leone dell'amministrazione statale  riesce come minimo, vorace com'è, a mangiarsi agevolmente Lepre, Cervo e Lupo, fino all'obesità, che probabilmente non gli sarà neppure fatale!!

domenica 25 marzo 2012

452. stupefacente!

delle còccole di venerdì ho già nostalgia oggi doménica, il se55o amoroso e l'affetto eròtico mi danno dipendenza, la mia droga sono brìvidi che ogni volta mi fai provare...

giovedì 22 marzo 2012

451. Sulle stragi non raccontiamoci palle!

Di Mohammed Merah, ora morto, che a Tolosa in pochi giorni ha ucciso 2 poliziotti e fatto strage alla Scuola Ebraica, è stato detto: "Egli nella sua smania omicida ha prescelto bambini ebrei innocenti che stavano entrando nella loro scuola, senz'altro si tratta del concime ideologico dell'odio piu' antico, quello contro gli ebrei, che non siamo in grado di combattere neppure dopo la Shoah''. Son d'accordo, ma senza togliere assolutamente gravità a quel ch'è successo, mi trovo ancora a scandalizzarmi che tantissima gente, di qualsiasi estrazione politica, etnica e religiosa, vuole ancora fare un solo fascio di ogni erba: in nome della vendetta, dell'autodifesa e dell'accusa, ecco che il Governo d'Israele, principale nodo di crisi, e l'ebraismo, e gli ebrei, e chi li frequenta e li rispetta come persone, tutti diventano indistintamente oggetto dell'antisemitismo, come se fossero tutti israeliani. Sui 2 fronti lo ha fatto questo Merah, come tanti musulmani, lo fa la Nirenstein, lo fanno di solito gli ebrei ortodossi, lo fanno i nazisti. Io ammetto la difesa, che personalmente non riesco però ad attuare con la forza, ma certamente non la vendetta violenta: questa cosa è da sempre dentro di me indipendentemente dall'ambiente cristiano-laico in cui son cresciuto, e poi nell'età matura ho condiviso principii col buddismo, vera dottrina di pace. Per me etichettare come antisemita chi critica certa politica guerrafondaia d'Israele è un'enorme idiozia in malafede esattamente come dare del razzista a chi considera arrogante e aggressivo l'Islam, che arriva a punire pesantemente chi abiura**
Spesso appunto anche il razzismo verso gli extra-comunitarii s'indirizza verso un bacino indistinto di neri, arabi, musulmani, albanesi e turchi. In Israele e Palestina l'esercito israeliano nei suoi attacchi di reazione, di cui qualcuno "per errore", ha colpito quasi sempre civili palestinesi d'ogni età, mirando a obbiettivi magari suggeriti dal Mossad*. Analogamente, gli attentati di solito suicidi dei palestinesi hanno fatto strage soprattutto di civili, ebrei e non ebrei. Da diversi anni anche il terrorismo "islamico" internazionale colpisce ebrei e non ebrei. 
Il risentimento viene troppo spesso inculcato dalle religioni, ma anche da nazionalismi antichissimi. Un vero disastro è l'origine unica delle 3 religioni monoteiste, da cui deriva appunto il risentimento generale con accuse reciproche di falsificazione della "Storia", a partire dal vecchio Testamento. Sono di solito rispettosissimo delle tradizioni altrui, ma in questo caso non mi interessano: chi se ne frega!!! Se tutto ciò porta a una segregazione reale che sfocia nelle violenze più inaudite, davvero le Nazioni Unite DEVONO porre un limite alle RELIGIONI, sostituendole di fatto col rispetto assoluto dei DIRITTI UMANI, così spesso calpestati: soprattutto quelli attinenti a genere sessuale, razza, idee, spiritualità, sostenibilità e territorio!!!
* "l'Istituto", cioè il Servizio Segreto Israeliano
** chi ripudia ufficialmente una dottrina, magari in favore di un'altra. 

450. Malafémmena: un concerto.

Di Barbara D’Alessandro, di Posillipo, famosa come Pietra Montecorvino, una vita condivisa con Eugenio Bennato, ho riascoltato dopo più d’un anno un album che in rete non è citato: Malafémmena. E’ una raccolta di canzoni napoletane “storiche” da lei interpretate durante un concerto dal vivo. Premesso che non sono un appassionato del repertorio musicale partenopeo, qui ho ritrovato praticamente quasi solo canzoni che mi piacciono da sempre! Quelle melodie così ruffiane sono qui riarrangiate da una chitarra molto rock degna di Edoardo Bennato e Brian May*, e da una concertina** emozionante alla Piazzolla, 2 strumenti tra i mei prediletti! E poi la sua voce: sgarrata, rauca e maschia, piena di pàthos e abbandono. La categoria è la stessa delle Berté, della Nannini, della Ferri, di Fausto Leali, della Mina più nera che ci viene in mente e della Winehouse più inca22ata. Oh sole mio, Malafemmena, Sud, Na sera e magge, Luna Rossa, O surdate nnammurato sono davvero tra le mie preferite di Napoli: peccato che qui Pietra non ci abbia messo pure Tammurriata Nera!!
*chitarrista storico dei Queen
**piccola fisarmonica, simile al bandoneòn argentino, quello del tango.

martedì 20 marzo 2012

449. ronza un sogno

prima zanzara sonora dell'anno stanotte m'ha svegliato, mentre tu eri nei miei sogni che mai vengono a galla, ma ieri ci siamo alla fine toccati e oggi fuori c'è il sole...

448. Quasi amici intoccabili al cine.

"Quasi amici / Intouchables" è davvero un bel film francese: basandosi su una storia vera, i 2 registi Nakache & Toledano sviluppano in un'ora e mezza l'autentico e forte legame nato tra Philippe, aristocratico straricco di mezz'età, quadriplegico in seguito a un incidente in parapendìo, e Driss, suo fantasiosissimo e inarrestabile badante in prova, fresco di 6 mesi di galera dopo una pur giovane vita in una periferia degradata. Musica trascinante classica e pop, riprese d'effetto e 2 protagonisti perfetti col contorno di caratteristi e comprimari assolutamente in linea con la narrazione: si salta dalla commozione alla risata davanti a questi 2 quasi amici così eterogenei che si gratificano a vicenda in modi molto insoliti e poco ortodossi. E' da vedere e pure da discutere.

venerdì 16 marzo 2012

447. Contaminazioni di una voce lirica


Miscugli, incroci, scambi mi esaltano pure in musica e la cantante italiana d’origine americana Cathy Berberian ne è forse l’esempio culturale più alto, al di fuori e prima delle mode. Da 20anni ho in testa la sua “Help” di Lennon-McCartney. Una voce duttile, magari non eccelsa, ma di sicuro emozionalmente comunicativa che anche col proprio manifesto biografico ha combattuto sempre i pregiudizi snobistici dei critici e degli intenditori di musica “alta” e esibito tutta l’allegria e l’armonia che poteva ricavare dalla musica pop, anche attraverso arrangiamenti barocchi. E’ tutt’ora considerata la Euterpe* contemporanea: tra gli altri, John Cage, Sylvano Bussotti e Igor Stravinskij hanno scritto per lei, e oltre a essere stata moglie e "sodale" del compositore Luciano Berio, della sua carriera fanno parte interpretazioni memorabili anche di Monteverdi, Debussy, Luigi Nono e Kurt Weill. Il cd che ho appena comprato “The many voices of Cathy Berberian” è un piccolo campionario prezioso delle sue “pozioni magiche”, ma la sua monografia sui 4 di Liverpool, ora solo scaricabile in web, è una meraviglia: “Beatles Arias”. Da cercare per sorridere e cullarsi!
*La Musa delle Arti Liriche   
http://www.discogs.com/Cathy-Berberian-Beatles-Arias-For-Special-Fans/release/2259359

mercoledì 14 marzo 2012

446. caldera

Come il sole di marzo fuori dal treno la mia mente corre veloce, per placcarti e riaverti sùbito com'è stato ancora a febbraio, ma l'astinenza non mi comanda e presto la nostra caldera sfogherà! 

giovedì 8 marzo 2012

445. Un’altra giornata della Donna!!

A riguardo avevo in testa tanto materiale ma confuso e spesso contraddittorio, così mi sono documentato! L'origine di questa Festa risale al 1908, con 20mila operaie tessili di New York in sciopero per 3 mesi per protestare contro le terribili condizioni di lavoro. Un’azienda locale l'8 marzo bloccò i varchi della propria fabbrica impedendo l’uscita alle operaie: 129 di loro, tra cui molte immigrate anche italiane, morirono in un incendio, tutte donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro. L'8 Marzo, ricordo di quella tragica giornata, commemora ora ogni anno tutte le vessazioni patite per secoli dalle donne e la ripartenza per il riscatto della loro dignità.

A un certo punto l’informazione e il sindacalismo confusero e compendiarono elementi vari: da diversi episodi analoghi con tantissime vittime di ambedue i sessi, veramente accaduti a partire dall’ultimo decennio del 1800, per lustri e lustri ci fu una sola leggenda su quelle màrtiri del lavoro, e questo dà la misura dell’etica arrogantissima e senza pietà del padronato d’allora rispetto a tutti gli operai. In quella leggenda si diceva anche che su quelle macerie ancora fumanti di morte la gente cominciò a rendere omaggio a quelle donne gettandovi rami di mimosa, che fioriva abbondante là intorno, fino a ricoprire l’intera area.

La data di questa “Festa” pare fu decisa a Copenaghen nella Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste dell'estate del 1910. Ma dopo qualche anno di ricordi in date diverse per i vari paesi e di interruzione per la Grande Guerra, l’8 marzo 1917 nella Pietroburgo ancora zarista ci fu una gran manifestazione di donne che invocava la fine della guerra che, scarsamente repressa dai cosacchi, aprì la strada a tutta una serie di proteste di massa che portò al crollo dello Zarismo: quel giorno rimane nella Storia come inizio della Prima Rivoluzione Russa. Nel ’21 l’Internazionale Comunista proclamò l’8 marzo “Giornata Internazionale dell’Operaia”.

In Italia: nel ’22 fu tenuta per la prima volta la “Giornata Internazionale della Donna” nella domenica successiva all’8 marzo, che solo nel ’45 si cominciò a celebrare regolarmente. Negli anni ’50 il Governo Scelba represse volantinaggi, distribuzione di mimose e festeggiamenti all’aperto, denunciandoli come turbative dell’ordine pubblico e occupazioni abusive di suolo pubblico. Ma negli anni ’70 il Movimento Femminista nascente s’appropriò di quella celebrazione aggiungendo istanze come la propria volontà di autodeterminazione, la vigilanza per il mantenimento dei diritti acquisiti e l’esclusione della Chiesa dalla gestione della maternità. Nel ’72 vi fu lo storico concentramento dell’8 marzo in Campo dei Fiori, con polizia schierata e Jane Fonda al megàfono.

Nel ’77 l’Onu decise la proclamazione della "Giornata Internazionale per i Diritti della Donna e la Pace” da osservare negli stati membri in un giorno a scelta dei singoli governi nazionali, una data che per conto mio dovrebbe essere anche contro tutti i razzismi, discriminazioni se55uali e odii religiosi, di casta e di classe!

mercoledì 7 marzo 2012

444. 5 marzo da Lerner

Terza volta in tivù per me. Serata bella e interessante quella di lunedì passata in trasmissione da Gad Lerner: un argomento erano le tante proposte e le proteste molto ferme per i lavori per la linea del Treno ad Alta Velocità. Il dibattito, come al solito molto civile de "l'Infedele", ha tirato fuori costi diversi, opportunità d'attuazione e diritti territoriali per un'opera per cui si son dovuti fare conti di sostenibilità ambientale e finanziaria che hanno mutato negli anni una progettualità che faceva acqua, amianto e uranio....! Mi sono perso il grosso dei discorsi su Marchionne con Landini in studio, andandomene prima per stanchezza accumulata. Ma per me è stata preziosa la sezione sulle elezioni in Russia e dei disordini che hanno fatto pare un migliaio d'arresti e fermi. Servizi esterni varii su propaganda, proteste represse e "donnine" nell'ex-Unione Sovietica sono stati dibattuti con Serena Vitali e Fieliks Stanievski: lei da lunghissimo tempo famosa slavista e scrittrice di racconti, saggi e romanzi oltre che mia fantastica prof di Russo ben 35 anni fa, direi una libertaria di sinistra, mentre lui, ex-ambasciatore russo in Italia, pur ammettendo che il suo Presidente è a capo di una "democratura", si dichiara appunto elettore di Putin difendendone fama e azioni. Serena l'ha apostrofato educatamente un paio di volte e gli ha dedicato tutta una serie di smorfie di disappunto e diniego, oltre ad essersi prodotta in 2 lapsus: stava per dire Stalin parlando di Putin, e Unione Sovietica parlando della Russia. In un intervallo l'ho salutata e mi sono commosso. Uno "spettacolo" goduto assieme al figlio della mia amica Paola: non unico universitario ad aver assistito alla puntata, dopo 8 ore di lezione in Statale, non certo degno dell'epiteto di "bamboccione" affibbiato da un po' di politici dei nostri giorni a tanti studenti, alle prese magari con lavori e lavoretti che appesantiscono l'andamento degli esami. Il linguaggio politico è sceso dalla cattedra, è vero, ma solo per ingaggiare tutti i giorni dispute da bar tra classi sociali, alla fine tutta propaganda politica da stadio. Stavolta oltre a Flavio e Gad ringrazio davvero Serena!
 

martedì 6 marzo 2012

443. chissà

pioggia che pulsa e freddo che incarta, tante emozioni in conflitto e rincontro Serena, ...e chissà se poi con tutta la mia voglia io ti perdessi...

domenica 4 marzo 2012

442. Fine-settimana balordo

A Milano, dopo un sabato a contrasto, pioggia notturna, che rende gradevole questa domenica segnando il passaggio dal clima assurdo degli ultimi giorni, con escursioni anche di 12 gradi dalle mattine ai pomeriggi, a una mitezza più omogenea. Ma non pare un'atmosfera normale. Si comincia a sudare, a sentirsi accaldati e gli strati indossati vanno  continuamente scambiati o messi da parte. Comunque c'è un disagio nell'aria, ancora puzza di smog, come nella politica di casa nostra c'è un ristagno nauseante. Ma per il tempo dicono che ripioverà. Lunedì sera assisterò in studio  alla trasmissione televisiva di Gad Lerner con un giovane amico. Mah, per ora di nuovo mi sento come la protagonista di Terminator alla fine del film che davanti a un temporale annunciato risponde: "Lo so!" coi nuvoloni velocissimi che s'avvicinano dall'orizzonte.

sabato 3 marzo 2012

441. Cònsoli e Tékielski

Riascoltando "parolediburro" di Carmen Consoli: chiamerei il suo stile considerando parole e melodie, un rock barocco. La sua voce sommessa, rauca, accorata e a tratti buffa naviga maestosa in una laguna musicale disomogenea  che rende l'ascolto un piacere non rettilineo. La musica non lineare accoppiata a testi insieme aulici, popolari e didattici mai scevri di sentimento m'hanno stavolta tirato in mente contrasti analoghi che sentivo negli anni '70 dalla cantautrice francese Mamabéa Tékielski nel suo ellepì "faudrait rallumer la lumière dans ce foutu compartiment" (bisognerebbe riaccendere la luce in 'sto ca220 di scompartimento)  dove però l'ansia sociale e pacifista era più ricorrente del sentimento. Stili canori molto diversi con Carmen che sorseggia e sbocconcella un birignao incantato tutto suo e Béa che mastica e sbrana in modo molto mitteleuropeo il suo francese fuori dagli stereotipi: da confrontare e apprezzare!!  

giovedì 1 marzo 2012

440. Lucio Dalla se n'è andato.

Oggi un altro Cantautore italiano se n'è andato: Lucio Dalla. Erano tutti grandi, di modi e provenienze diverse: Bindi, Tenco, Battisti, DeAndré, la Ferri, Lauzi, Luttazzi, Gaber e Murolo, ma anche Modugno ed Endrigo. Questa nota non è un "coccodrillo", ma è un apprezzamento per uno che, di tantissimi successi, a me ha dato diverse canzoni da seminare nella mia memoria per scorrere indietro gli anni. Il ricordo che ho nitido è d'una ragazza brasiliana della compagnia con cui uscivo a Londra nell'autunno-inverno del 1977: bene, lei mi sentì canticchiare Gesù Bambino di Dalla, che era del '71, e vi riconobbe una bella "vecchia" canzone del suo paese e alla fine nè io nè lei eravamo più sicuri di che origine avesse quel motivo. Trovo il testo, censurato o meno, bellissimo, e l'arrangiamento usato per anni da Dalla veramente unico, con quel violino scanzonato che caratterizza tutta l'aria. In quest'ultimo Sanremo 2012 m'è piaciuta la sua presenza, sempre particolare, ma non le canzoni che l'hanno coinvolto: l'ho visto ridirigere l'orchestra, per l'ultima volta. In un "coccodrillo" hanno già detto che non aveva mai fatto mistero d'essere gay e calvo: per me invece qualche problema a proposito l'aveva. La sua voce invece non aveva nessun problema, con una rara estensione per un maschio italiano, conservata direi intatta in ben 50 anni di carriera.  

lunedì 27 febbraio 2012

439. tu via da qui

un vuoto nei miei giorni di questo febbraio alla fine, non godo l'allegria quotidiana della tua voce che mi cerca, ma i nostri pensieri, lo so, si cercano si baciano in un orgasmo.

giovedì 23 febbraio 2012

438. L'eterna guerra nauseante dei simboli.

Lo statunitense Terry Jones, classe '51, è il pastore fondatore del "Dove Center" di Gainsville in Florida, chiesa caritativa carismatica che si richiama allo Spirito Santo e alla Pace: è pure autore di un libro che demonizza il Corano, e candidato indipendente alla Presidenza U.S.A. per questo 2012. Nativo del Missouri, lavorava nel settore alberghiero prima di diventare aiuto-cappellano universitario di Maranatha in Kentucky. Poi arrivò alla direzione della "Chiesa Battista di Florida". Dopodiché partì per la Germania a fare il missionario, e lì fondò nell'81 la "Comunità Cristiana di Colonia" legata ai Pentecostali che poi crebbe fino a 1000 membri. Dopo 2 anni gli fu assegnata una laurea ad honorem dall'Università di Teologia della California, che ora cerca di prendere le distanze. Nel 2009 fu esonerato, su giudizio dell'Unione Evangelica Tedesca, dalla guida della "Comunità di Colonia" a causa del clima di intimidazione e condizionamento psicologico da lui instaurato sui membri, attraverso istanze teologiche indifendibili, controllandone ogni attività.
Dopo che Jones, nel 2011, ha esternato le proprie opinioni sull'estremismo islamico a un convegno di un movimento britannico di destra a cui era stato invitato a Luton, il Ministero degli Interni del Regno Unito l'ha addirittura bandito dal territorio nazionale su denuncia del Gruppo antifascista e antirazzista "Speranza senza Odio". Purtroppo però anche in campo antirazzista esistono orientamenti oltranzisti non certo pacifici che per esempio cercano di ricondurre a posizioni antisemite chi critica la politica sciovinista, spesso violenta e senza pietà, dello stato d'Israele rispetto ai Palestinesi, che a loro volta, con tutte le ragioni che possono avere, si trovano a vivere in anarchia il loro odio per chi credono li disprezzi a priori. Tutto ciò in una terra condivisa da 2 popoli che sembrano nati per farsi la pelle a vicenda, ma dove pure esistono persone senza pregiudizi di 3 religioni diverse che desiderano solo la pace.
Ritornando al Reverendo, ora costui è sulla stampa internazionale per aver scatenato le proteste dei musulmani oltranzisti con la sua campagna "Brucia un Corano": lui parte dalla convinzione, non so quanto sincera ma sicuramente di grande impatto, che l'Islam nasce violento proprio dalle pagine del Corano e che si propagherà pretendendo, quando sarà maggioranza, la sostituzione delle varie Costituzioni Nazionali con la legge Coranica. A Kabul, capitale dell'Afganistan, i disordini prodotti dalle farneticazioni di questo signore sono stati a carico principalmente degli Stati Uniti che hanno dovuto chiudere l'Ambasciata, dopo un bel rogo del vessillo a stelle e strisce. D'altra parte per Washington la libertà d'espressione e di pensiero anche espressa in modo insolente e offensivo, salvo quella dei comunisti o presunti tali, è uno dei capisaldi della loro Democrazia, oltretutto rappresentata dal 1956 dal motto "Confidiamo in Dio", che comunque contrasta con la loro Costituzione.
Si discute ora sulla gravità di bruciare un libro Sacro, un Crocefisso, un simbolo o una bandiera nazionale: per me sono tutte mancanze di rispetto gravissime, assolutamente sullo stesso piano, oltraggi verso chi si identifica in quegli oggetti, vere aggressioni, anche se simboliche. In Italia il nostro tricolore è stato dato alle fiamme dai Padanisti della Lega. Tra religioni invece queste pratiche hanno avuto diffusione estrema nei secoli passati per perseguitarsi a vicenda: lo facevano gli Shintoisti giapponesi contro i Cristiani, i Cristiani contro le popolazioni da convertire, e i musulmani fino a tempi recentissimi quando i talebani in Afganistan sono arrivati a distruggere monumenti millenari colossali come i Budda di Bamiyan, per loro solo idoli blasfemi.

A proposito bisogna dire che qualche religione, al di là dell'intolleranza, ha tra i principii la ripulsa della rappresentazione degli "oggetti" del proprio culto e, a rimorchio, di altri culti.
La Comunità internazionale e l'ONU dovrebbero promuovere come principio irrinunciabile da parte delle Nazioni la promozione e la promulgazione di Costituzioni Nazionali Laiche dove si parli di pace, di solidarietà e di libertà di pensiero, d'opinione, di religione, e di gusti sessuali, nel rispetto del prossimo e rigettando oltre all'intolleranza anche i richiami a valori religiosi predeterminati, comunque in grado di ispirare leggi nazionali assolutamente inauspicabili e discriminatorie.

martedì 21 febbraio 2012

437. materia e distanza

di gomma di glassa di velluto il nostro affetto, è desiderio vorticoso strano assoluto e recìproco e questa distanza imminente non crea vuoto ma fuoco.

domenica 19 febbraio 2012

436. Supplemento al Festival....

Altre belle impressioni di Sanremo 2012: c'è stato l'incantesimo strano ed emozionante di Simona Atzori, la bellissima aliena che danzava da solista sulla coreografia creata da Daniel Ezralow per la musica del violino di David Garrett, in mezzo alle braccia danzanti di altri ballerini e ad effetti luminosi fantastici. Un effetto fantastico invece sul mio umore ha avuto la partecipazione all'ultima serata da parte di Peppi Cucciari, elegante e carismatica, col suo spirito piccante, spesso irriverente ma mai sboccato: una ragazzina favolosa e impertinente!! 

venerdì 17 febbraio 2012

435. Sanremo 2012

Impressioni su un festival. Le gag di Luca e Paolo m'hanno giusto stiracchiato la bocca, ma quelle dei Solitidioti m'hanno catturato col loro umorismo non politicamente corretto. Da notare tra i presentatori Morandi con la sua spontaneità e Belèn e Ivanka per la loro bellezza. Per me è come sempre una rassegna senza vincitori di pochissime canzoni di valore, cioè fuori dai format di Mediaset e Rai e dai canoni sanremesi. Anche se è il Festival della canzone italiana non riesco a giudicare, salvo eccezioni, le canzoni slegate dai loro interpreti. Fuori dalla gara, sempre grandissima "Prisencolinensinainciùsol" di Celentano, e divertente pure la canzone farsesca dei Solitidioti. In gara i miei voti mentali vanno a "La notte" di Arisa, "Respirare" di D'Alessio che la Berté ha reso bella, "Incognitapoesia" di Giordana Angi, "Un Pallone" di Bersani, e l'eccezione per me stavolta è il bellissimo testo della canzone scritta da Davide VanDeSfroos per Irene Fornaciari, "GrandeMistero". Mi fido, non avendo seguito con continuità il Festival, di Fiorella Mannoia, che ha elogiato la canzone di Noemi, e della Pina Deejay che porta in palmo di mano quella di Renga. A causa del sermone di Celentano contro l'ipocrisia della Chiesa, che non era certo un'invettiva, è arrivato Antonio Marano, che a quel punto ha censurato e bollato anche i Solitidioti. E poi non dicano che la Rai non è in mano alla politica e alla Chiesa. Grandi stelle nella serata internazionale: Bregovic è stato capace, assieme a Bersani, di rendere fantastica persino "Romagna mia" di Casadei col suo coro bulgaro-zigano e la sua Orchestra per Matrimoni e Funerali, il vecchio Al Jarreau che ormai assomiglia a Henri Salvador ha tirato fuori una voce capace di fuochi artificiali ed equilibrismi, e Skye dei Morcheeba ha cantato "Grande Grande Grande" col velluto vocale che è la sua classe spontanea. Ma non ricordavo così bella la voce di Josè Feliciano, riascoltata con "Che sarà" e "C'era un ragazzo", e non conoscevo quella ruvidissima di Sergio Dalma divo spagnolo di mezza età fascinosissimo dal sorriso smagliante, impegnata in "Bella Senz'Anima". M'ha dato una grande emozione la foga mitica di Brian May dei Queen con la sua chitarra elettrica, di ritorno dopo 25 anni a Sanremo, ma non voglio dire nulla di più di Patty Smith, inarrivabile e ieratica alle prese con "Impressioni di Settembre" e con "Because the Night"!! Ma poi è arrivata una strepitosa "Tu Nell'Universo" di Bertè affranta e Macy Gray alterata, con D'Alessio nell'ombra, seguita dal bellissimo duello delle 2 versioni di "Torna a Surriento", quella filologica napoletana di Noah alternata a quella punk inglese di Finardi.


giovedì 16 febbraio 2012

434. caffeina

l'insonnia e il sonno mi zàppano dentro e addosso, solo pensarti mi rimàrgina i danni e la vista mi s'apre: non so quando ti rigusterò ma sarai un caffé da brìvido!

domenica 12 febbraio 2012

433. Piaf, Martini e Houston: 3 miti di 48 anni


11 febbraio, altro lutto per la musica: ad oggi in meno di 50 anni 3 mie predilette della canzone sono morte a 48 anni. Coi miei 7 anni d'allora non m'accorsi quasi neanche che in quel '63 moriva di cirrosi epatica, dovuta al consumo di droghe varie, Edith Piaf, cantautrice francese e interprete epica, con una voce inconfondibile, altera e calda insieme, di tanti motivi autenticamente storici del '900, come Milord , La Vie en Rose e Hymne à l'Amour. Ma a me su tutti i suoi successi emoziona per voce e testo les amants d'un jour, portata in Italia come Albergo a Ore da Herbert Pagani. Purtroppo ne avevo già 39 quando nel '95 piansi per la morte di Mia Martini, classe '47: la seguivo da Piccolo Uomo, che sapevo a memoria. La vidi dopo anni in uno storico concerto alla Darsena di Milano, e la sua voce convinceva, straziava e confortava. Indimenticabile Cu'mme! e commoventissima Tu nell'universo. Ma l'eredità emotiva che lei m'ha lasciato dentro è la sua interpretazione di Vedrai, vedrai. E la Bertè, sua sorella, per me grandissima in modo diverso, si batte tutt'ora perché il suo valore artistico non si spenga, dopo una morte non chiarita probabilmente causata da stupefacenti. Di stamani appunto la notizia, che per un attimo m'ha paralizzato, della morte di Whitney Houston, negli anni ’80 grande e fresca regina della musica nera, con doti vocali personalissime incanalate dal gospel fin da bimba: una grandissima estensione governata da un controllo quasi perfetto, veicolo ideale del soul, le permetteva di spaziare in tutti i generi musicali e le aveva avvalso lo stesso soprannome di Frank Sinatra, The Voice. Da poco convertita all'Islam, è stata trovata morta ieri nella sua stanza d'albergo, alla vigilia di uno spettacolo. La fine della sua vita è pure stata a 48 anni, per arresto cardiaco non ancora messo in relazione con abusi di sostanze diverse. Per il sottoscritto il lascito d’un timbro vocale sempre in testa e di 3 motivi indimenticabili, I will always love you, All at once e Somebody to love!!

432. prima di notte

appoggiati a quel varco quasi sempre senza tuffo nella notte ci scambiamo amore baci tracce e storielle tuffati in noi stessi, dietro alla nostra treccia di smanie ricambiate e spuntini impagàbili.

venerdì 10 febbraio 2012

431. Musica e emozione.

Premetto che non sono un musicista ma violino, fisarmonica e clarinetto mi possono sbudellare di passione e emozione: 3 strumenti solisti nelle mie predilezioni in modi molto diversi. Il violino mi piace comunque tantissimo, ma arriva a farmi piangere inarrestabilmente come un riflesso condizionato col repertorio solista ungherese, gitano e klezmer. Al contrario la fisarmonica mi urta se suonata secondo la tradizione italiana, tanto per intenderci nello stile "adriatico" dei Casadei e simili, mentre la reggo per un po' e fino a un apprezzamento moderato se maneggiata alla francese, divertente per i valzer-musette. Le mie orecchie fanno un'eccezione per il bandoneòn, piccola fisarmonica della scuola di Astor Piazzolla, Libertango subito in mente, che con il suo incrocio iberico-franco-italo-tedesco e la sua nota autòctona argentina del tango mi fa rabbrividire d'emozione quasi come il violino più eccelso. M'è pure successo di mettermi a piangere a dirotto in strada a Barcellona all'esecuzione d'un pezzo sconosciuto eseguito da un violinista ambulante! Una volta sola la Czarda di Monti, direi il mio pezzo classico preferito, m'ha lasciato quasi indifferente perché non era d'un violino come lo richiedono le mie corde emotive e nervose: troppo orchestrale, imbrigliato e composto per mostrare la foga che riesce a farmi sfogare tutta la commozione che questa partitura mitica mi scatena sempre. Poi "LaTitine" di memoria chapliniana, reinventata da un clarinetto innamorato, fantasmagorico e klezmer di Giora Feidman nel film "Simon Eskénazy 2" e l'allegro-moderato dal concerto per violino di Ciaikòvski, accoratissimo, ascoltato al termine di un recente film di Mihaileanu sono gli altri 2 pezzi solisti ai vertici delle mie predilezioni emotive. Invece ultimamente ho fatto 2 begli incontri inattesi pure con fisarmoniche italiane: quella d'un campione che ha accompagnato con passione non comune un'esecuzione canora di "Ancora" di DeCrescenzo, canzone che già mi cattura da sè, e quella, inaspettatamente emozionante alla faccia dei miei pregiudizi, d'un certo adolescente Luca Casadei probabile rampollo o almeno conterraneo di quel clan, alle prese con la mia Czarda preferita! Ma di questa ho pure ascoltato la versione toccante d'un giovanissimo clarinettista coreano e assicuro che anche fuori contesto culturale resta una grandissima musica, forse perché comunica da sola qualcosa d'universale.
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